Dopo 16 giorni di lenta agonia, avendo visto le nostre prede solo in foto e una volta, infruttuosa, di persona, finalmente arriva l’agognato aggancio per prenderli. Purtroppo questa sera dovrò agire da sola: il mio compagno è stato eliminato oggi pomeriggio dal nostro killer.
Con la collaborazione di Galeazzo e Millenarius (morto per mano del primo nell’edizione torinese, ma sempre in mezzo come il prezzemolo) elaboriamo questo piano (o meglio, loro pensano, io eseguo). Mille, sostenendo di voler “vendere” Galeazzo come vendetta post mortem per essere stato da lui ucciso, contatta Cesare e grazie alle sue ben note capacità di eloquio lo intorta per bene sulla genialità dell’idea. Cleopatra è sospettosa e non vuole perché non si fida (questo lo scopriremo solo più tardi, ad eliminazione effettuata), ma per fortuna il caposquadra è Cesare, e accetta dato che anche loro hanno problemi nella caccia.
L’appuntamento è per le 22 in una delle abitazioni del Mille: secondo il piano C&C devono salire in casa e nascondersi nella stanza dove poi si rifugerà Galeazzo per sfuggire proprio a loro.
Però ci sono anche io, che mi devo nascondere in casa prima di loro per beccarli di soppiatto (o – o – o – occhi di gatto). Ovviamente siamo in ritardo per l’appuntamento, e temendo che le mie due prede siano già nel luogo stabilito spostiamo il tutto in un’altra casa (sempre di Mille).
Mille mi scorta fino in casa, e appena entriamo studiamo nei minimi dettagli ogni momento dell’imminente azione. Io sono agitatissima, mi sudano le mani e mi bevo la bottiglietta d’acqua di scorta che mi ero portata perché ultimamente la mia pistola perde.. Ci siamo quasi, dall’agitazione mi scappa anche la pipì, mi nascondo in bagno, scalza, dentro la doccia, con l’arma puntata verso la porta.
Da quel momento è un attimo: loro entrano, Mille finisce l’opera di intortamento, fa nascondere Cesare dietro a un armadio nella stanza più vicina al bagno dove sono nascosta io e Cleopatra in un’altra in fondo al corridoio, per “essere sicuri di beccare Galeazzo da tutte e due le parti quando arriva”. Quando sono sistemati e ignari mi viene a recuperare, entriamo nella stanza dove è nascosto Cesare, io sono appiattita (nonostante le tette, come mi è stato fatto notare) dietro a Mille per farmi scudo contro eventuali attacchi, arriviamo all’armadio e colpisco la mia preda. Reagisce in un attimo e mi scarica addosso buona parte dell’acqua che ha disposizione. Però è troppo tardi, io l’ho colpito per prima. Arriva Cleopatra trafelata e arrabbiatissima per aver visto avverate le profezie da Cassandra esposte al compagno per tutto il pomeriggio. Appena si rende conto che per loro il gioco finisce qui se ne va in preda alla rabbia.
Nel frattempo arriva anche la volpe Spysa, l’altro morto eppure sempre presente. Mi fa perdere un po’ di tempo con complimenti per l’eliminazione, qualche chiacchera e le foto ricordo.
Prendiamo l’ascensore per scendere e tornarcene a casa, ma naturalmente ad aspettarmi fuori dal cancello del palazzo c’è il mio killer, il gatto Matahari, prontamente chiamato da Cesare&Cleo o Spysa o entrambi, essendo amici, vicini di casa, etc.
Matahari mi aspetta fuori dal portone con un’arma che più di una pistola ad acqua sembra la lancia di un autolavaggio. Cerchiamo di tornare indietro ma Spysa si intrufola dentro il palazzo, dato che Mille non riesce a chiudere a chiave il portone. Ci segue per un po’ informando il gatto dei nostri movimenti. Intanto Mille cambia espressione: ha iniziato a pensare! Magari ne esco viva. Riusciamo a toglierci dai piedi Spysa solo quando Millenarius dice che è troppo pericoloso provare a uscire e mi propone di fermarmi lì. Un po’ preoccupata accetto: in fondo forse è solo strano, non mi sembra né maniaco né psicopatico (anche se l’espressione che aveva fino a poco prima mi aveva lasciata un po’ perplessa).
Saliamo in casa veloci come due faine e dalla finestra del bagno io spruzzo Matahari.
Purtroppo per la stanchezza che ottenebra le menti, il caldo che asciuga velocemente gli abiti, forse anche la poca onestà data dallo smacco per una mossa inaspettata (ma preferisco pensare che si tratti solo delle prime due opzioni) Matahari sostiene che il mio colpo non è andato a segno. Strano, lui dalla strada stava guardando verso il portone e nel preciso istante in cui l’ho bagnato ha alzato lo sguardo verso la finestra da dove avevo sparato. Intervento scudo di divina protezione forse?
Comunque, dopo una veloce discussione Mata se ne va minacciando rappresaglie. Io sono stanca (è dalle 6 di stamattina che sono sveglia, una “soffiata” di Cesare ci aveva informati su dove si trovava la sua compagna, ma naturalmente non era andata bene), inizio ad avere freddo perché sono ancora bagnata fradicia, me ne frego e mi considero immune, tanto se mi spara adesso posso usare anche io il trucchetto del “ma no, dai, tanto ero già bagnata”.
Finalmente le mie due guardie del corpo mi portano a casa.
Complimenti a Cesare e Cleopatra per essere stati degli ottimi avversari, e grazie a Galeazzo e Millenarius, che mi hanno permesso di collaborare con loro fidandosi di me, e senza i quali non sarei mai riuscita a eliminare le mie prede.
Matahari aspetta e spera.. Oggi piove, esco tranquilla e senza l’ombrello!